Madagascar : La magìa voluttuosa dell'Ylang Ylang - Capitolo 2

Pubblicato il 7/25/2013



Gli astronauti hanno riferito che, visto dallo spazio, il Madagascar sembra morire dissanguato, a causa dei fiumi arrossati dal terreno - ricco di ferro - che l'erosione rilascia nelle acque. Sembra impossibile, ma quasi il 70% della foresta pluviale originaria che un tempo ricopriva totalmente l' isola, è andata perduta.

Questo, in seguito alla progressiva deforestazione compiuta dagli abitanti (poverissimi) allo scopo di ricavare sempre nuovi spazi per il pascolo o per la coltivazione del riso. 
Di conseguenza, ampie zone del territorio, specie negli altipiani centrali, sono desertificate e preda di disastrose inondazioni. 
Recentemente, alcune organizzazioni di conservazione ambientale stanno cercando di aiutare la popolazione a trovare forme alternative di sostentamento, che prevedano il recupero del patrimonio naturale. 
Ma anche privati, singoli o facenti capo a strutture di accoglienza, contribuiscono a quest'opera, come ad esempio a Nosy Be  il Domaine de Florette, di cui parlerò diffusamente più oltre.


Nosy Be è anche nota con l'appellativo di Nosy Manitra, ossia "Isola dei Profumi": vi si trovano infatti coltivazioni di Ylang Ylang, ma anche caffè, vaniglia ( di cui il Madagascar è il primo produttore mondiale)  cacao, cannella, pepe, geranio, frangipane e altre piante tipiche del Nord Madagascar, che sprigionano nell' aria un' inebriante  fragranza.



Situata di fronte alla costa nord ovest dell'isola madre, Nosy Be soddisfa tutti i requisiti del "paradiso" tropicale : spiagge di sabbia finissima, orlate da palme svettanti nella brezza e un irresistibile  mare cristallino, che invita al tuffo o all'ammollo perenne.
Ma offre anche itinerari di scoperta, per chi è interessato a conoscerne l'essenza più autentica al di fuori dai "recinti per turisti" (leggi : cosiddetti villaggi , che consiglio sempre di evitare).

Meglio quindi riservare un veloce passaggio nei due villaggi di Ambatoloaka e Madirokely, divenuti solo una concentrazione di bar, ristoranti, hotel  e altre attrazioni che richiamano turismo  "pesante".
Fermatevi pure sulla meravigliosa Andilana Beach, per godere della sua finissima sabbia candida e delle acque turchesi, ma non perdetevi l'atmosfera coloniale della capitale Hell Ville, visitate le cascate di Androadroatra. la Riserva Naturale di Lokobè o scalate i 329 mt del Monte Passot, circondato dai suoi numerosi laghi sacri, ancora popolati da coccodrilli,  che riflettono la luce del tramonto.


Nosy Be, zebù sulla spiaggia


L'anima profonda di Nosy Be però la si avverte vibrare nell'incredibile piccola foresta formata dalle radici aeree dell'Albero Sacro, un gigantesco Ficus Bengalensis vecchio oltre due secoli, venerato come luogo di culto dalla tribù dei Sakalava, che vi appendono ritualmente drappi colorati.

Esistono altri alberi sacri sull'isola, riconoscibili proprio dalla presenza di strisce di stoffa colorata fra i rami : non toccatele assolutamente nè, tantomeno, asportatele!
Altre isole minori  fanno parte dell'arcipelago : Nosy Komba, Nosy Iranja, Nosy Sakatia, veri paradisi per i fotografi, i naturalisti e i subacquei.



Madagascar, Nosy Komba


Un altro modo di uscire dai sentieri battuti dai soliti tour organizzati, è visitare il  Domaine de Florette.
Acquistata nel 2011, la tenuta è diventa un esempio di salvaguardia ambientale: la foresta secondaria esistente prima della deforestazione di cui parlavo all'inizio del post, è stata recuperata interamente, avviando anche piantagioni di ylang-ylang, alberi da frutta, fiori tropicali e ora anche le spezie per le quali Nosy Be era famosa, quali pepe, vaniglia, ma anche curcuma, zenzero, sesamo, cumino, coriandolo e peperoncino. 
L'attività coinvolge sia i dipendenti dal Domaine che gli abitanti dei villaggi vicini, allo scopo  di rilanciare la cultura delle spezie.






Il Domaine de Florette svolge attività di agriturismo, ospitando visitatori nel suo piacevolissimo Bed and Breackfast , ma anche organizzando escursioni guidate all'interno della tenuta, con la possibilità di assistere alla distillazione dell'essenza di Ylang Ylang e di partecipare alla raccolta dei fiori, se nella stagione giusta.

I circuiti nella foresta permettono inoltre di vedere rari esemplari della flora e fauna locale, compresi camaleonti e lemuri.
Informazioni dettagliate e prezzi sul sito http://www.domaine-de-florette.com






Definito anche "il fiore di tutti i fiori" l'Ylang  Ylang (Cananga Odorata) è uno dei componenti maggiormente utilizzati nella formulazione di molte famose  fragranze.
Stranamente, gli alberi selvatici producono un olio essenziale meno profumato e abbondante di quelli coltivati.

I fiori, raccolti di primo mattino, vengono distillati in acqua con un procedimento particolare, bloccando e facendo riprendere la distillazione in modo da ottenere quattro frazioni distinte e quindi quattro oli essenziali dal diverso aroma.









L'essenza di Ylang Ylang è soave come poche, morbida, sensuale, profondamente femminile : stimola il cervello a produrre endorfine dall' effetto antidolorifico, erotizzante ed euforizzante. In aromaterapia la si usa per massaggi rilassanti perchè scioglie tensioni fisiche e psichiche, rilassa e rasserena.
 Ricca in ormoni vegetali, è un toccasana per le pelli e mature : ogni sera aggiungo 1/2 gocce di olio essenziale  al siero che uso abitualmente e al mattino il viso risulta tonico e disteso.

























Macerando il fiori in olio di cocco, le donne dell'isola di Tonga hanno creato quello che ora conosciamo come Olio di Macassar , meraviglioso per la cura dei capelli.
Nella gamma  Florapisa si trova anche un Olio Essenziale di Ylang Ylang del Madagascar da coltivazione biologica. 
L'ideale però sarebbe acquistarlo direttamente sul posto, andando a Nosy Be!


In Madagascar


A Nosy Be e isole limitrofe, si trovano altre interessanti proposte di alloggio in piccole Guest-House e Hotels de Charme sul sito http://www.nosybeauthentichotels.net/

Neos opera voli diretti da Milano Malpensa per Nosy Be.
Per Antananarivo invece,  dall'Italia bisogna fare scalo a Parigi o in altri aeroporti esteri, a seconda della compagnia aerea. Come al solito, consiglio di consultare i siti di SkyScanner o Volagratis per una panoramica completa, ma può essere utile anche consultare il blog Piratinviaggio, per vedere se ci sono eventuali offerte speciali.

La stagione migliore è quella secca, ossia da aprile a ottobre, anche se sulla costa est più o meno piove durante tutto l'anno e sugli altipiani centrali il clima è più fresco che a sud.


Nosy Be al tramonto

Occorre un visto di ingresso, ottenibile presso i Consolati oppure all'arrivo, il cui costo varia a seconda della durata del viaggio.
La profilassi antimalarica è consigliata, ma per una corretta prescrizione del farmaco giusto è bene rivolgersi alle sedi Ausl , dove è attivo un ambulatorio specifico per la prevenzione delle malattie tropicali.

Comunque, per informazioni dettagliate consultate il sito del Ministero degli Esteri http://www.viaggiaresicuri.it   che fornisce un aggiornamento costante sulla situazione sanitaria e socio-politica di tutti i paesi. L'assetto politico del Madagascar è infatti ancora in via di definizione e può essere interessato da tensioni , soprattutto nella capitale. 
Molto utile per la progettazione di un itinerario è il sito ufficiale del Turismo del Madagascar http://www.madagascar-tourisme.com


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