Luoghi segreti d'Appennino: Castelluccio di Porretta, il silenzio, la musica e il profumo delle selve

Pubblicato il 9/02/2014

Un pittoresco vicolo di Castelluccio di Porretta


Vi sono luoghi in cui il silenzio ha una qualità particolare, compatta, che accoglie il visitatore come una presenza. 
A Castelluccio di Porretta è così. 
Quando sono scesa dall'auto, al termine di una strada sinuosa e panoramica, ad accogliermi ho trovato proprio questo tipo di silenzio, insieme al verde profumo delle selve che, dai fianchi delle montagne circostanti, stringono l'antico borgo medievale come in un abbraccio.

E non importa che a tratti il campanile scandisse l'ora, nè che dalle fontane mormorasse l'acqua. Anzi, quei suoni parevano accrescere la tangibilità del silenzio, inconsueto per un giorno di fine estate.
Camminare nei vicoli fioriti, senza che dalle case si sentisse voce di televisore, sembrava cosa d'altri tempi. 
E l'impressione di passeggiare in un sogno è aumentata, quando da finestre e cortili sono iniziate a filtrare qua e là musiche di violoncello, pianoforte e cori di voci bianche.

Castelluccio di Porretta, campanile e chiesa di S. Maria Assunta


Castelluccio di Porretta, antica fontana

Superato l'ingresso dell'imponente Castello Manservisi, si svela l'arcano: come ogni estate, per due settimane alla fine di agosto, il complesso diventa sede di un importante corso di formazione musicale. 
La particolare atmosfera che vi regna, indusse il regista bolognese Pupi Avati a girare qui diverse scene del suo film "Una gita scolastica",  nel 1983.

E proprio nel cortile del castello ho vissuto l'emozione più intensa, quando una giovane musicista di origine turca mi ha chiesto di fotografarla mentre suonava su una scalinata del piazzale, per avere un ricordo della sua esperienza. 

Ciò mi ha fatto sentire in qualche modo parte del tutto (ho sempre amato la musica classica) compensandomi del fatto che, proprio a causa del seminario, le visite all'interno del castello erano sospese : ma questo è solo un ottimo pretesto per tornare a vederne i magnifici ambienti.

Il Castello Manservisi, a Castelluccio di Porretta

  
Corso di formazione musicale al castello Manservisi


Sulla via del ritorno al fondovalle, quando pensavo che le sorprese fossero terminate, una modesta insegna mi ha deviato, guidandomi su una strada secondaria fino all'antica chiesa di San Michele Arcangelo di Capugnano, piccolo gioiello dimenticato risalente al XIV°/XVI° secolo.

L' istinto non mi aveva tradito. Il luogo, appena restituito alla pace dopo la celebrazione di un matrimonio, come molti dei siti sacri all'Arcangelo vibrava di luminosa potenza. Invitati e sposi erano partiti e ho avuto così la fortuna di poter entrare : anch'io, se mai mi sposassi, vorrei farlo qui, di fronte alla magnifica pala d'altare dell'Arcangelo, attribuita nientemeno che a Guido Reni. 

Capugnano: la chiesa di San Michele Arcangelo

San Michele Arcangelo: pala d'altare attribuita a Guido Reni


A fianco della chiesa l'Oratorio del SS. Crocefisso, risalente al XVI° secolo,  conserva altri tesori, come lo splendido altare ligneo e il dipinto di Pietro Maria Massari detto il Porretano, raffigurante Sant'Antonio Abate. 

A malincuore ho ripreso la strada. Prima però, la luce radente del tardo pomeriggio ha dipinto il paesaggio come un quadro del Seicento, facendomi l'ultimo regalo in una giornata perfetta.

Il paesaggio  boscoso dell'appennino nei dintorni di Porretta Terme


Come si arriva qui e cosa si può fare ?

Prima di entrare nel centro di Porretta Terme, raggiungibile tramite la SS  64 Porrettana, in corrispondenza del distributore della ESSO a destra si vedrà l'indicazione per Castelluccio, che dista 5 kilometri. 
La frazione di Capugnano si trova sulla stessa strada a sinistra, arrivando da Porretta, dopo circa 3 kilometri.
A Castelluccio è possibile alloggiare presso l'Albergo Ristorante Monte Piella , che offre anche un'ottima cucina casalinga di montagna, o presso il delizioso Bed and Breakfast Gabalegra.

Notizie e informazioni sulla zona  e i dintorni si trovano sul sito del Castello Manservisi,  dove si trova anche il calendario delle numerose manifestazioni culturali che vi si svolgono tutto l'anno.

Oppure, altre notizie si trovano sul sito Viviappenninobolognese  
Il Castello Manservisi è anche sede del Museo Laborantes , la più grande raccolta etnografica della montagna bolognese. 
Da Castelluccio partono numerose escursioni e passeggiate ad altri borghi e santuari antichi...ma questo sarà argomento di prossimi post! 


Castelluccio di Porretta Terme


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4 commenti

  1. L'italia per nostra fortuna conserva ancora questi posti magici, piccoli borghi che fanno del nostro bel paese un paesi fantastico!
    L'articolo e' scritto davvero molto bene, mi piace come scrivi! Complimenti!

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    1. Grazie Tomas, sono contenta che ti sia piaciuto! Continua a seguirmi, se vuoi, perchè scrivrò di altri piccoli e suggestivi borghi come questo

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  2. Ci sono un sacco di paesini da visitare sulle nostre montagne! Io adoro Lustrola e Olivacci per esempio.
    E sai.... mi sono sposata proprio nella Chiesa di Capugnano.

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    1. Ciao Cristina, non conosco i paesini di cui parli, ma mi hai dato un ottimo suggerimento per le prossime visite: grazie!

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