Addio Bologna, (non) è stato bello, io me ne torno al nord.

Pubblicato il 7/27/2015

La Basilica della Madonna di San Luca, a Bologna

In famiglia si racconta ancora ridendo di quando, a tre anni, me ne andai per la prima volta di casa. Dopo un diverbio con mia madre, presi la mia sportina, ci misi un arancia e mi avviai verso la porta. 
Alla sua domanda su dove andassi, risposi:"vado a cercare un cartello con su scritto affittasi". 
Uscii sul pianerottolo e lì mi sedetti, per rientrare  in casa un paio d'ore dopo.

Da un lato ero influenzata dai diversi traslochi che avevo già vissuto con i miei.
Una tendenza che nel tempo si sarebbe consolidata, al punto che a 14 anni avevo vissuto in sette città diverse. 

D'altro canto però, penso che il nomadismo fosse già nella mia natura. Come i pastori della steppa, quando penso che il pascolo dove sono abbia dato tutto quel che poteva, mi sposto altrove, dove trovo fieno fresco e nuovi orizzonti.


Per questo, anche dopo aver lasciato la casa familiare per iniziare la mia vita adulta, ho continuato a cambiare città (e a volte anche solo casa) aprendo ogni volta nuovi capitoli nella mia vita.

Spesso a spingermi è stato il lavoro (il fieno) , altre volte il desiderio di vivere una vita migliore (i nuovi orizzonti) .
Così come è accaduto ora che, dopo undici anni di vita a Bologna, mi sono trasferita a Milano, o meglio, nell'area della "Città metropolitana" di Milano.

In realtà si tratta di un ritorno, perché avevo già vissuto nella stessa zona per vent'anni, prima della mia avventura in Emilia.

Allora, più che col cuore e con la "pancia", avevo deciso razionalmente di spostarmi per motivi di vicinanza alla mia famiglia di origine, incoraggiata dal fatto che a Bologna vivevano già anche mio fratello e un paio di cugini.
Inoltre, nella decisione mi ero affidata al luogo comune positivo che vuole la città emiliana un tempio del buon vivere, popolata da abitanti cordiali e amichevoli.


Non so cosa sia andato storto, ma non mi sono trovata affatto bene. Non tutti i luoghi sono adatti a tutti, e Bologna non è adatta a me.

O io non sono adatta a Bologna, non so. 

Ero partita con le migliori intenzioni e propositi, ho cercato di inserirmi in vari ambienti , sia tramite il lavoro che frequentando corsi o eventi di varia natura. Ma non c'è stato verso e, dopo ripetuti tentativi, gliel'ho "data su" , come si dice da quelle parti.

Mi spiace dirlo, ma del periodo passato a Bologna ricordo solo frustrazioni, difficoltà e fatica. Due anni fa ho perso anche il lavoro che avevo là e ogni tentativo di trovarne un altro è stato inutile.

Così, per non farmi definitivamente inghiottire dalla depressione, ho fatto nuovamente armi e bagagli e sono tornata su.
Qui mi sono subito di nuovo sentita a mio agio, con una sensazione simile a quella di un meccanismo che, con un semplice "clic" , riprende a muoversi.

Mi è costato fatica, perché con l'avanzare dell'età diventa tutto più difficile, anche fisicamente. Mi è costato anche un rapporto familiare cui tenevo molto.

Non è mia abitudine pubblicare in un post i "fatti miei", ma stavolta ne sentivo il bisogno e volevo  anche spiegare come mai non ho pubblicato più nulla per settimane.
In fondo, questo blog scrivo di viaggi e il primo viaggio in cui tutti ci incamminiamo, il più importante, è proprio la vita.

Questo articolo è stato scritto per Viaggi, Luoghi e ProfumiLa riproduzione, totale o parziale, è vietata e l'originale si trova solo su Viaggi, Luoghi e Profumi.







11 commenti

  1. Non so se mai "metterai radici", ma quell click ha un suono dolce. Grazie per aver condiviso questa pagina di diario. Un abbraccio

    Mags

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    1. Grazie a te per la tua partecipazione. Anche questo fa parte del mio nuovo inizio. O meglio, della mia ripresa...ricambio l'abbraccio

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    1. Grazie Giulia! 'Sto lupo è proprio da addomesticare!

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  3. ah ah ah, anche mia mamma mi ricorda sempre della prima volta in cui me ne sono andata di casa! al posto dell'arancia avevo preso le pantofole :)

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  4. ps in bocca al lupo per tutto!

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    1. Grazie Arianna per l'augurio, che aggiungo a tutti quelli che sto inaspettatamente ricevendo! Ho sempre il timore di "invadere" gli altri, o anche di annoiarli, raccontando i fatti miei. Invece, vedo che il mio sfogo ha attirato commenti e, appunto, auguri. Carina la cosa delle pantofole: io pensavo alla sussistenza, tu alla comodità :-D ...entrambe però avevamo già le idee chiare riguardo alla nostra libertà!

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  5. Annamaria Poliluglio 29, 2015

    Ciao cara, ecco xchè non trovavo scritti nuovi da un pò!!! Brava, se non ti piaceva più stare dov'eri, hai fatto bene a cambiare..certo un trasloco non è mai "leggero", ma piuttosto di rimuginare, meglio decidere e viaaaa....Ok, così mi sei più vicina e, volendo potremmo incontrarci...con calma....non so se ricordi ma io abito tra Mn e Cr e spesso sono a Milano..xciò...cmque guarda che, avere notizie anche del privato non è mai una noia, anzi, fa capire meglio la persona....Grazie x averci raccontato un pò della tua vita...Un abbraccio con affetto Annamaria

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    1. Ciao Annamaria, come sempre i tuoi commenti mi rinfrancano! Certo che possiamo vederci, se vieni a Milano avvertimi. Anche se mi sono trasferita però mantengo sempre una base in Appennino è presto scriverò di altri piccoli borghi e luoghi nascosti fra i monti. Anche qui vicino a dove abito ci sono angoli preziosi e non vedo l'ora di condividerli. A presto!

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    1. Grazie anche a te, Giovy e speriamo di rivederci presto!

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