Molise, terra che profuma di vento e di acciaio - Terza parte: "Profumi di Sant'Elena"

Pubblicato il 11/09/2015


I profumi del Molise
"Voìra" la prima fragranza dei Profumi di Sant'Elena 

Nei miei post precedenti, ho accennato più volte alla Voìra,  così come è chiamato in Molise il vento freddo che sovente ne spazza l'orizzonte.

Al mio arrivo laggiù, non sapevo ancora che quel soffio tagliente avrebbe accompagnato i miei passi fino alla fine, come una sorta di Genio dei Luoghi.
La Voìra, infatti, non è solo un vento che taglia come una lama: è anche un "portatore di essenze" , che sparge l'aroma delle erbe selvatiche del territorio, come avevo sentito vagando fra i ruderi del Castello Normanno di Civita Superiore.


Bojano
Paesaggi del Molise

Infine, la Voìra rappresenta la forza che animò quel manipolo di santelenesi, emigrati come arrotini e tornati raffinati profumieri, di cui vi ho raccontato la storia nei due post precedenti.
Ora, i discendenti di quella stirpe tenace hanno lanciato una nuova sfida: creare delle fragranze che portassero nel mondo il nome di Sant'Elena Sannita.

Il 25 ottobre scorso, a poco più di un anno dall'inaugurazione del Museo del Profumo, è stata ufficialmente presentata la prima fragranza di quella che sarà la linea dei "Profumi di Sant'Elena".





Come pensate si chiami, questo neonato profumo di Molise? Non poteva che chiamarsi Voìra, come se fosse quel vento odoroso, imprigionato in un flacone ...

Per farlo, è stata costituita una società, la Rota Srl, che ha curato il processo di composizione della fragranza in tutti i suoi aspetti, dalla scelta dei componenti al packaging.

Le materie prime, che sono aromi di fiori, piante e legni della zona, su cui spicca la nota metallica dell'acciaio molato;   i colori della scatola, che richiamano quelli della terra; il tappo, fatto da un artigiano con lo stesso materiale di cui sono fatte le mole; il marchio, una mola stilizzata da cui sprizzano scintille: tutto è stato pensato e realizzato con gusto, con un risultato di sobria eleganza. 
   



La fragranza è secca, affilata e tenace proprio come gli abitanti di Sant'Elena. Una fragranza maschile (anche se non dispiacerà a qualche signora particolarmente volitiva) che rappresenta lo spirito indomito di un popolo.

A Voìra seguirà un secondo profumo, questa volta pensato per rappresentare la forza femminile delle donne che condivisero la vita con gli emigranti santelenesi, e che tuttora li affiancano nella gestione delle prestigiose profumerie di famiglia.




L'iniziativa "I Profumi di Sant'Elena" è sostenuta sia dalla Fondazione "Il Cammino del Profumo" che dall'Amministrazione Comunale, entra a far parte di un progetto più ampio, volto a richiamare visitatori con una forma di turismo insieme innovativo e sostenibile.

In un certo senso, mi ricorda molto quanto si sta facendo in Piemonte con la creazione di Musès, la nuova Accademia Europea delle Essenze, che ho visitato a fine settembre.

Voìra sarà in vendita il prossimo Natale, prevalentemente a Roma, nelle profumerie di proprietà delle famiglie santelenesi. Lo si potrà però acquistare anche presso il Museo del Profumo.

Per gli appassionati di profumi, la scheda tecnica della prima fragranza di Sant'Elena a questo link.


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