Fragranza d'inverno

Pubblicato il 1/05/2017

Inverno in giardino

Me ne sono accorta oggi, aprendo i cartoni appena arrivati dalla Sicilia, colmi di arance e clementine appena raccolte: nonostante la sua apparente sterilità sensoriale,  l'inverno è carico di profumi.
Anzi, è proprio la ridotta presenza di stimoli esterni, che invita a riscoprire una dimensione più intima e personale degli odori caratteristici di questa stagione.
È come se l'inverno fosse un vecchio alchimista che, nascosto nel suo antro, distilla la quintessenza degli aromi concentratisi nei mesi precedenti in fiori e frutti.

Mi sono divertita quindi a immaginare un'ipotetica "piramide olfattiva", come se dovessi comporre una fragranza che racchiuda in un flacone l'essenza dell'inverno.

Le note di testa? Facile, sono quelle esperidate : gli aranci, i mandarini, i limoni, i bergamotti. Mettendone le bucce sulla stufa, la casa si riempiva del tipico effluvio sprigionato dagli oli essenziali, contenuti nelle piccole sacche sulla superficie.
Anche fra scorza e polpa, specie nei limoni, si annida un aroma asprigno,piacevolmente amaro, che evoca squisite creme casalinghe.

Come note di cuore ci metterei dei fiori ...non ce ne sono, dite? Dimenticate il soave soffio mielato del Calicantus o della Sarcococca, il sentore di vaniglia dell' Hamamelisquello di marzapane del Viburno (che fiorisce anche sotto la neve), il delicato sussurro di violetta del Caprifoglio invernale.

Troppo spesso dimentichiamo che giardini e balconi possono vivere e profumare anche d'inverno, perpetuando il ciclo della vegetazione. 
Messi a dimora in vasi vicino alla finestra, possono insinuare il loro aroma sottile fin nella casa.

E infine, le note di fondo : la nota resinata dell'abete nei giorni del Natale, quella speziata della tisana di cannella e chiodi di garofano al rientro serale, il sentore di legna bruciatafumo e cenere di un caminetto acceso, il tocco gourmand del cioccolato e della vaniglia dei dolci festivi.

Il tutto, amalgamato dall'indefinibile, siderale odore del gelo: la patina di ghiaccio che si posa sul terreno durante la notte, o la neve, la cui nota algida manca da tempo in molte città...e voilà, la mia personale Eau d'Hiver è pronta!


Questo articolo è stato scritto da Wanda Benati per Viaggi, Luoghi e Profumi. La riproduzione, totale o  parziale senza autorizzazione è vietata, e l'originale si trova solo su Viaggi, Luoghi e Profumi










2 commenti

  1. Grazie Wanda di questa tua equilibrata ed originale visione del Profumo del Gelo. Mi ha coinvolto al punto di non potermi trattenere nel provare a crearlo reinterpretandolo secondo la mia sensibilità. Di certo lo presenterò al tuo giudizio quando verrai a trovarmi a Casalvento (così avevi promesso) in questo 2017. Sarà interessante parlarne. A presto. Lorenzo Domini

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    1. Lorenzo, che piacere sentirti! Sono lusingata che la mia "fantasia" ti abbia coinvolto al punto da volerla mettere in pratica! Sono davvero curiosa di sentirla quando, come promesso, verrò a trovarti a Casalvento. Ma ci sentiremo certamente prima...

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