Le città del profumo :Firenze, profumi medicei ed elisir...

Pubblicato il 4/26/2013



Dopo la "Cerimonia dell'Incenso" non posso non parlare dell'affascinante luogo che l'ha ospitata, uno di quelli da più tempo impressi nella mia memoria olfattiva.

A pochi passi dalla principale stazione ferroviaria di Firenze, l'Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella è uno degli angoli più preziosi e segreti della città, dove la storia si traduce in profumo da oltre 400 anni.
In realtà, i frati Domenicani qui producevano medicamenti, balsami e pomate per la piccola infermeria del convento fin dal 1221 : quando la fama dei loro manufatti si estese anche fuori d'Italia, nel 1612 la Farmacia fu aperta al pubblico e , su concessione di Ferdinando II De' Medici, si fregiò del titolo di "Fonderia di Sua Altezza Reale".






Negli anni '70, i primi tempi in cui la frequentavo, il fiume di fragranza che si sprigionava in strada dal portone d'ingresso, quasi stordiva i sensi con la sua potenza : era l 'aroma penetrante del Pot Pourrycomposto da erbe e fiori dei colli toscani, miscelati su tramogge e lasciati macerare per un mese in speciali orci in terracotta. 

Allora la lavorazione dei profumi e delle altre preparazioni avveniva ancora negli stessi locali di Via della Scala : ora che la produzione si è spostata a qualche kilometro di distanza, all'esterno rimane ancora un lieve scia, sottile e arcana, ad evocare la presenza dei tesori che il luogo custodisce.




Entrando, oltre che dagli effluvi profumati, si è assaliti dallo splendore architettonico delle sale: la Sala di Vendita, magnificamente affrescata, ristrutturata nel 1848; l'Antica Spezieria, riservata all'esposizione e alla vendita dei prodotti fin dal 1612, che ora è divenuta erboristeria; la Sala Verde, nel '700 adibita a sala di ricevimento dove gli ospiti potevano gustare le specialità della Farmacia, come l'Alkermes o la China, ma soprattutto la cioccolata, giunta da poco dalle Americhe.







Le Antiche Preparazioni ricalcano tuttora le ricette dell'epoca, a base di erbe e altri componenti di origine naturale : i Sali di Lavanda e l'Aceto Aromatico Dei Sette Ladri ; l'Acqua di Santa Maria Novella (che una volta si chiamava Acqua Antisterica) a base di Balsamite o l'Acqua di Melissa : ogni prodotto ha una storia.




Fra i profumi, l' Acqua di Colonia Santa Maria Novella è il più antico: la sua formula riprende la famosa "Acqua della Regina" appositamente creata nel 1533 dai Frati Domenicani per Caterina De' Medici. Incoronata regina di Francia dopo la morte del marito Enrico II, Caterina rese celebre alla corte francese questa fragranza dal bouquet fresco e agrumato, a base di bergamotto di Calabria.

E' difficile resistere davanti alla profusione di eleganti bottiglie e boccette custodite nelle magifiche vetrine: Acque di Colonia, Estratti Tripli ed Essenze Assolute...vien voglia di provarle tutte e immergersi in un delirio olfattivo quasi dionisiaco!



Come se non bastasse, dagli scaffali occhieggiano anche altre seducenti preparazioni cosmetiche : l'inebriante Acqua di Rose, l'Acqua di Gigli, l'Acqua Soave...e ancora la Polvere D'Iris, le Polveri di Riso profumate, i saponi al Melograno, al Muschio...l'Eburneina Liquida per rinfrescare l'alito, la Pasta di Mandorle...un elenco lunghissimo di deliziosi barattoli, scatole e vasetti, che includono anche i prodotti per profumare la casa, primo fra tutti il già citato fragrante Pot Pourry. 





Nel Museo, ricavato in quelli che erano i laboratori di produzione, sono visibili due rari distillatori in muratura, corredati dalle Bottiglie Fiorentine, che servivano a separare le essenze aromatiche dall'acqua di distillazione. Altre sale del Museo ospitano una preziosa collezione di ceramiche toscane da farmacia e una serie di antichi macchinari e attrezzi usati dai frati domenicani per la lavorazione dei prodotti, come lo stampo per il sapone, la macchina per le pasticche e i paioli in rame.




 
L'Antica Sagrestia è divenuta biblioteca, custode degli antichi testi dell'Officina ma anche di nuove pubblicazioni specialistiche e, per una pausa di meditazione "profumata" c'è il Giardino delle Erbe Aromatiche.
Su richiesta, è possibile seguire delle visite guidate del complesso : intanto, chi non lo conoscesse ancora, può effettuare una visita virtuale sul sito dell' Officina http://www.smnovella.com  dove si trovano anche l'elenco di tutti i prodotti ( i profumi sono corredati dal dettaglio delle note olfattive) insieme a molte notizie storiche e curiose.

Consiglio però di visitarlo di persona, per vivere direttamente un'esperienza di coinvolgimento pluri-sensoriale unico nel suo genere !


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2 commenti

  1. Che bel reportage, Wanda, su questo luogo magico ! Ci sono stata due volte e l'emozione che ho provato è stata intensa.. luogo introso di aromi, certo..Ma anche di bellezza.. di storia.. di tradizioni.. di riti antichi.. suggestivo al massimo.
    In quelle occasioni mi comprai il loro the alla rosa..stupendo.. e la loro acqua di rose che, per fortuna, trovo anche a Trieste, un prodotto fantastico.

    Hai il grande dono, con i tuoi scritti, di far sentire il lettore esattamente nei luoghi che descrivi.. bellissimo ! Brava!!!
    Mary

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  2. Grazie Mary, quello che scrivi mi incoraggia ad andare avanti con i miei post, nonostante l'impegno non indifferente!
    Anch'io uso la loro Acqua di Rose, veramente eccezionale...

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