Bussando alle porte del silenzio,nel Cimitero degli Inglesi a Firenze

Pubblicato il 5/26/2017

Cimitero degli Inglesi a Firenze

Speravo di riuscire a visitarlo con la fioritura degli iris, che a maggio abbraccia i sepolcri come un mare violetto, ma sono arrivata in ritardo. 
Ora sono i fragranti cespugli di spigo, le rose e i gigli, ad accentuarne il carattere romantico, addolcendo la luce oscura dei cipressi e diffondendo lievi sentori floreali.

Il cosiddetto "Cimitero degli Inglesi" di Firenze e' un' isola atemporale sfiorata dal traffico di un viale cittadino, come una strana collina ovale in mezzo alla corrente del fiume.
Del resto,si sa che spesso i luoghi arcani si nascondono in bella vista, perché non c'è cecità più grande di quella di colui che vive (e muore) solo correndo, senza guardarsi intorno.

Cimitero degli Inglesi a Firenze
Cimitero degli Inglesi a Firenze
Cimitero degli Inglesi a Firenze


Varcandone i cancelli, la prima cosa a colpire è la verticalità. Tutto sembra svettare verso il cielo: i cipressi severi, le croci, gli obelischi, le statue, le colonne e i cippi fanno a gara in una tensione verso l'infinito, che trasmuta la fisicità del legno e del marmo in uno slancio mistico.
Si fa presto a percorrerlo : due viali principali si intersecano perpendicolarmente come i bracci di una croce e le tombe occupano il terreno in ordine sparso, senza un criterio apparente. Si fa presto, dicevo, ma è difficile decidere di uscirne, perché lo sguardo cerca e scopre sempre nuove suggestioni in fregi, bassorilievi ed iscrizioni. 

Sono molti gli angoli di pittoresco romanticismo e non stupisce che il luogo abbia ispirato al pittore svizzero Arnold Böcklin (una cui figlioletta neonata fu seppellita qui) il suggestivo dipinto "L'Isola dei Morti", uno dei capolavori del simbolismo europeo del tardo 800. Böcklin stesso lo descrisse così :
 "Un'immagine onirica: essa deve produrre un tale silenzio che il bussare alla porta dovrebbe fare paura” 

Arnold Böcklin  L'Isola dei Morti (prima versione)


All'epoca il quadro ebbe un tale successo da indurre l'artista ad eseguirne diverse versioni, in tutto cinque, realizzate tra il 1880 e il 1886. Personaggi come Freud, Lenin, D'Annunzio furono affascinati dal magnetismo dell'opera fino all'ossessione, così come Hitler che ne possedette la terza versione fino alla sua morte. 
Il musicista russo Rachmaninoff invece ne trasse ispirazione per l'omonima composizione musicale e Salvador Dalí per un suo dipinto.

Eppure, a parte un paio di eccezioni, non vi sono immagini particolarmente macabre o spaventose: è la presenza incombente dei cipressi cupi a permeare l'atmosfera di mistero, anche in una giornata di sole. 

Cimitero degli Inglesi a Firenze
Cimitero degli Inglesi a Firenze

Cimitero degli Inglesi a Firenze

Nonostante la superficie limitata, vi sono più di 1400 tombe in cui riposano defunti non cattolici di 16 diverse nazionalità : accanto a poeti, letterati, nobili e notabili, riposano anche schiavi e servi e semplici cittadini, quasi si trattasse di un microcosmo, metafora di un mondo di ideale uguaglianza.

Sulle lapidi si trovano  iscrizioni in caratteri e lingue diverse e la varietà di etnie qui presenti  racconta la composizione cosmopolita della popolazione straniera della Firenze ottocentesca; prevalgono indubbiamente i sepolcri di cittadini britannici, che costituivano la comunità allora più numerosa. Per questo, nonostante l'area fosse e ancora sia di proprietà della Chiesa Evangelica Riformata Svizzera, il cimitero divenne noto come "degli inglesi".

E' emozionante trovarsi di fronte ai sepolcri degli ultimi discendenti della stirpe di William Shakespeare, a quello della poetessa Elizabeth Barrett Browning o dello scrittore Walter Savage Landor: all'ingresso, si trova una mappa che indica la posizione delle tombe più significative ed è quindi facile rintracciarle.

Cimitero degli Inglesi a Firenze

Cimitero degli Inglesi a Firenze
Cimitero degli Inglesi a Firenze

Ma è soffermandosi semplicemente ad ascoltare il silenzio (il rumore del traffico esterno svanisce quasi subito dalla percezione) che si scoprono i messaggi segreti che questo luogo ha in serbo per ciascuno di noi.

Visite e curiosità

Il Cimitero degli Inglesi fa parte dei Cimiteri Monumentali Italiani ed essendo relativamente poco conosciuto, può essere una tappa insolita ( e tranquilla) al di fuori dei tradizionali e affollati circuiti turistici della città.

La visita e' permessa in giorni e orari stabiliti ed è gratuita, pur se una libera offerta è comunque gradita e viene utilizzata per la conservazione del complesso monumentale.

Custode del camposanto è Julia Bolton Holloway, moderna suora- eremita di origini statunitensi : quasi a perpetuare la storia di fratellanza cosmopolita del luogo, da tempo fornisce lezioni di alfabetizzazione un gruppo di famiglie rom, che in cambio si occupano dei lavori di manutenzione e giardinaggio.

Cimitero degli Inglesi a Firenze
Cimitero degli Inglesi a Firenze
Cimitero degli Inglesi di Firenze

A lei si deve inoltre la creazione della biblioteca "Fioretta Mazzei", situata all'ingresso, che raccoglie opere sulle "differenze umane" e a cui ci si può iscrivere semplicemente regalando un libro ogni anno.

È' possibile anche partecipare a Speciali Visite guidate, organizzate a cura dell'Associazione Culturale "Conoscifirenze"

Cimitero degli Inglesi
Piazzale Donatello 38
Firenze

Orari di visita:
Inverno : dalle 14 alle 17
Estate dalle 15 alle 18
Aperto anche il lunedì mattina dalle 9 alle 12

Links : 

Sito ufficiale del Cimitero:  http://www.florin.ms/WhiteSilence.html


Interessante articolo sui simboli e sulla storia  del cimitero : http://www.testimonianzeonline.com/2015/12/suggestioni-simboli-e-storia-del-cimitero-degli-inglesi/

Questo articolo è stato scritto da Wanda Benati per Viaggi, Luoghi e Profumi. La riproduzione, totale o  parziale, è vietata e l'originale si trova solo su Viaggi, Luoghi e Profumi

2 commenti

  1. Ciao. Sto programmando una visita a Firenze e questo posto sembra fantastico. Sapresti consigliarmene altri, magari qualcosa di poco conosciuto? Grazie :)

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    1. Ciao! Mi viene in mente il Museo Stibbert e Villa Bardini, entrambi con annesso parco...

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