Gli odori della malattia, i profumi della guarigione

Pubblicato il 5/18/2014

Sppighe di lavanda in controluce


La perdita del lavoro, con la conseguente paura per il futuro. I problemi di salute dei genitori anziani. 
Le parole non dette nei confronti di chi ti delude, ti deruba o ti sfrutta. L'impotenza, nel vedere come ogni sforzo per rialzarsi sembri essere vano. La sensazione di volersi arrendere, perchè tutto ormai sembra inutile.

Sono cose che, come ad altri, sono capitate anche a me negli ultimi mesi e, come da" Legge di Murphy", sono arrivate tutte insieme.

Ho cercato di tenere botta, ma a un certo punto ne sono stata sopraffatta: non potevo quindi che ammalarmi.
La gola si è infiammata e chiusa (le parole non dette !) e il fuoco della febbre è salito, escludendo dai miei sensi qualunque cosa non fosse la combustione delle scorie emozionali accumulate. 

Per questo, non so quale fosse l'odore della febbre che mi ha costretto a letto negli ultimi sette giorni, se non forse quello delle lenzuola che ho tolto dal letto. 
Ricordo bene invece l'aroma dolciastro delle pastiglie per il mal di gola e quello pungente del timo, nello spray orale, mediati più dal gusto che dall'olfatto, però.


Ora che lentamente ne sto uscendo, sento il bisogno insopprimibile di ripulire e spazzare via tutto con l'aiuto di profumi e fragranze particolari, capaci di riaprire la mente e il cuore a un nuovo domani.
 
Antica illustrazione dell'Araba Fenice



La leggenda dell'Araba Fenice racconta come questa risorgesse dalle ceneri di un fuoco alimentato dalle più preziose sostanze balsamiche, come mirra, cannella, frankincenso e legni odorosi : voglio rinascere anch'io, dopo il fuoco purificatore della mia febbre.  
E' vero, le condizioni esterne dopo la malattia non sono cambiate, ma lo è il mio modo di vederle e quindi di affrontarle.

Il mio rituale di guarigione inizia quindi con la fumigazione delle stanze: al mattino, dopo aver aperto le finestre, un grano dell'ineffabile Frankincenso dell' Oman, raggiunge ogni angolo col suo spirito sottile, ripulendo ogni residuo. 
Per bilanciare il fuoco della febbre, segue la purificazione con l'acqua di un bagno caldo, nel quale verso una tazza di bicarbonato misto a sale, aromatizzato dalla rigenerante nota dell' Olio Essenziale di Lavanda.

Non vi è fragranza più indicata infatti per lavare via ogni traccia, spirituale o fisica, della malattia . Nell'antichità i romani, i greci ed i persiani bruciavano Lavanda per purificare le stanze dei malati e, dal punto di vista psichico, la sua essenza incontaminata e virginale aiuta il riequilibrio e il ristabilimento delle chiarezza mentale.
Possiede proprietà terapeutiche che agiscono anche fisicamente, è un antisettico delle vie respiratorie e aiuta le difese immunitarie.


Acqua di Colonia "vintege" Patou

Al termine del bagno, ne rinforzo l'azione corroborante frizionandomi il corpo con una meravigliosa  Eau de Cologne Lavandèe di Jean Patou, un "vintage" scovato qualche mese fa da un rigattiere, che rivela anche note di fresca Verbena e Limone. 

L'Acqua di Colonia non è solo un cosiddetto prodotto "da toeletta": se ne dimenticano spesso le proprietà aromaterapiche. L'assorbimento dermico dei suoi componenti essenziali, ha un'azione leucotattica sul sangue, ossia di aumento dei globuli bianchi di difesa. E' un tonico per eccellenza, con azione analgesica e calmante sul sistema nervoso, ma allo stesso tempo blandamente stimolante.
La sensazione di benessere che ne traggo è tale che mi ci immergo e continuo a spargerla durante tutta la giornata, sulle braccia e sul collo. 


Bruciatore con grani di Kyphi


La sera invece, è un grano del prezioso Kyphi d'Edfou di Roberto Dario (Esperienze Olfattive)  a conciliare la serenità e a favorire il sonno.
L'aroma della sua esile voluta penetra potente nel profondo  e con esso attendo i sogni che scaturiranno da questa notte, come guida di una rinnovata promessa di rinascita.  


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4 commenti

  1. I adore your way to write,Happy to know u Wanda. Jaso'

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    1. Thank you Crhister, you are nice as ever!

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  2. Wanda... non potrei capirti di più, credimi.
    E non è certo un caso che io sia una..Lavandallegra..
    Il mio bisogno di guarire l'anima ferita risale a tempo addietro.. quando ho scoperto, per l'appunto, i benefici della lavanda.
    Oggi alcune ferite sono passate..cicatrizzate.. Ma ne sono arrivate altre..altre ne arriveranno..xchè la Vita presenta sempre qualcosa che non ci piace o che non sappiamo come affrontare..
    Per cui la lavanda rimane sempre la mia fedele compagna di vita.

    Un caro saluto
    Mary

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    1. Grazie Mary,
      in realtà, mentre scrivevo il post mi sei venuta in mente, tu e la tua "Lavandallegra".
      Ora la lavanda accompagna anche me, in questo momento difficile: è la custode del mio sonno, specie quando i risvegli notturni portano ansia nel buio...

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